MAMXAP - la collaborazione e i dati territoriali

Maxmap ha significato l’inizio di una serie di progetti incentrati sulla filosofia collaborativa. Nato come un progetto per l’aggregazione di dati territoriali relativi a vincoli ambientali, si è evoluto fino a diventare la nostra piattaforma di riferimento per l’offerta di servizi professionali ai progettisti.

Il progetto originario si basa sulla considerazione che nell’ambito dei dati territoriali, il ciclo di vita di un dato può essere modificato se si introducono meccanismi di collaborazione e condivisione. In particolar modo un dato territoriale che descrive una informazione georiferita cessa la sua utilità per il singolo progettista nel momento in cui il progetto cui quel dato si riferisce viene chiuso.

La probabilità di riutilizzare quella informazione è mediamente bassa. La condivisione del dato offre invece l’opportunità di accedere ad un insieme denso di informazioni che proprio perché già fruite da coloro i quali le condividono sono selezionate, catalogate e verificate. Contrariamente alla prassi condividere dati conviene.

Per quel che concerne la tipologia dei dati condivisi è possibile fare una distinzione tra:

  1. - dati che sono la diretta emanazione di vincoli normativi (vincoli ambientali SIC, ZPS, cartografie, ortofotocarte);
  2. - dati descrittivi che in particolari condizioni offrono una conoscenza migliore del territorio (dati di geomarketing, rilievi puntuali, progetti urbani)

Lo sviluppo della piattaforma

Sulla base di questa premessa il nostro ruolo nel progetto si è incentrato sulla identificazione di formati aperti che potessero agevolare i meccanismi del riutilizzo e sulla selezione e configurazione di una piattaforma di aggregazione dei dati georiferiti. La scelta opportuna di un formato di interscambio dei dati ha condizionato in parte la scelta della piattaforma.

Abbiamo sin da subito messo in luce la potenzialità dei formati aperti per i dati territorialD ed in particolare i formati WMS per immagini e WFS per vettori. A valle di questa considerazione abbiamo progettato il catalogo dei dati condivisi, implementandolo in un GIS, anch’esso opensource: la scelta è ricaduta sul Mapguide Opensource prima ed il Geoserver ultimamente.

Al sistema GIS è stato associato un sistema per la gestione di repository di dati con controllo di versione per la duplice gestione di dati condivisi e dati privati ed un database server POSTGRES/POSTGIS per richieste high-efficiency e teamwork territoriale.

Abbiamo anche sviluppato una interfaccia con le librerie EXT e supporto a Google Maps per l’utilizzo più immediato del sistema.

Il formato dei dati

Per evitare problemi di disallineamento o di proliferazione di standard di rappresentazione, ci siamo avvalsi della consulenza di un team di ingegneri civili e di urbanisti. Il problema della uniformità degli standard di rappresentazione è in effetti molto presente tra amministrazione e progettisti.

In particolare possono riscontrarsi:

  1. - sistemi di coordinate differenti per la rappresentazione dei dati;
  2. - simbologie di rappresentazione differenti;
  3. - modalità di rilievo differenti;
  4. - formati digitali differenti.

Si è pertanto proceduto alla definizione di uno standard di ripubblicazione dei dati cui attenersi indicativamente.
Si è anche progettata la funzionalità di valutazione dei dati all’interno della piattaforma, affinché pur evitando di escludere dati non correttamente formattati, si possa dare evidenza a dati completi e coerenti.

Fruizione dei dati

Al progettista che ne ha fatto richiesta sono state fornite le credenziali per l’accesso al sistema. Durante il primo contatto sono state fornite informazioni dettagliate sulla connessione del client al server GIS MAXMAP. Le reazioni in alcuni casi sono state sorprendenti: la possibilità di progettare e verificare immediatamente la compatibilità vincolistica ha entusiasmato così tanto i progettisti che ci ha spinto a sviluppare un prodotto server (hw + software opensource preconfigurato) per l’archiviazione collaborativa dei dati all’interno di contesti professionali ristretti. Il data server aziendale è poi collegato all’archivio collaborativo di MAXMAP.

Criticità

MAXMAP si è connotato sin dall’inizio come un progetto complesso e ci ha messo a dura prova perché ha significato rimettere in discussione prassi e orientamenti diffusi tra i progettisti. Questo ha richiesto una buona dose di flessibilità, una enorme dose di follia e modifiche in corso d’opera senza eguali. Un  progetto così ambizioso non avrebbe potuto essere sviluppato che con una metodologia Agile.

Ad oggi

Il progetto MAXMAP ha subito diverse modifiche: un rebranding (adesso infatti prende il nome di puntoglobo), l’ambito geografico di riferimento (che si è esteso all’intera nazione), una nuova piattaforma software ancora più incentrata sul controllo di versione e la creazione di annotazioni collaborative (metadati) sui dati condivisi.
Per portare a compimento le modifiche il servizio web è al momento sospeso, il supporto tecnico ovviamente no. Il nuovo MAXMAP vedrà la luce a gennaio 2010.


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